
E’ arrivato il federalismo fiscale: non so se chi ha proposto questa legge nel momento della sua stesura pensava alle problematiche di pressione fiscale a cui mandavano in contro noi contribuenti a livello locale e nazionale. O forse lo sapevano, ma dovevano risistemare il danno fatto ai comuni sulle mancate entrate dovute solo per propaganda politica elettorale all’eliminazione dell’ici sulla prima casa.
Poi, non contento di rimanere fuori, mentre si spremono i contribuenti italiani, ci si è messo anche lo stato centrale, anticipando l’entrata in vigore dell’IMU nel 2012, per non farsi mancare una sua nuova GABELLA.
Siamo, come paese ITALIA, in recessione tecnica, tutti gli analisti economici lo dicono, non c’è all’orizzonte ombra di crescita, perché solo aumentando il prodotto interno lordo si può uscire dall’attuale recessione.
A mio parere, con l’adozione dell’IMU con i parametri di calcolo adottati a livello nazionale, e qui a livello comunale, è impossibile, aumentando la tassazione indiretta, far tornare il paese ITALIA alla crescita, al contrario si rischia di favorire la propensione all’evasione.
Aumento dell’iva, ci mettiamo le addizionali locali di IRPEF e IMU, insomma, si punta sempre sulle imposte indirette, come a dire che si colpisce sempre dalla stessa parte, e questa politica fiscale non aiuta di certo il rilancio al consumo per le famiglie, e di conseguenza si mette in crisi la produzione industriale, che ricade di conseguenza sui lavoratori che perdono il posto di lavoro.
Leggendo i dati su simulazioni dell’accoppiata IMU-IRPEF è certo che ci saranno notevoli rincari, in primis per le famiglie, che dovranno mettere in conto anche gli altri aumenti, di luce, gas, acqua, tassa sui rifiuti, aumento delle assicurazioni auto, la benzina, i libri per mandare i figli a scuola e mille altre spese di vita quotidiana.
Un altro settore importante per la ripresa, che con l’accoppiata IMU-IRPEF e i nuovi moltiplicatori del valore catastale andrà in difficoltà, sono le imprese, insieme alle attività commerciali e imprenditoriali.
Chi rischia di andare incontro all’intervento più pesante dell’accoppiata IMU-IRPEF è il settore agricolo, la nuova IMU potrebbe costare alle imprese del comparto fino a 1,5 miliardi di euro cui si aggiunge un contributo compreso tra i 2 e i 3 miliardi di euro per l’accatastamento dei fabbricati rurali,si raggiungerebbe una cifra equivalente al valore di tutta la politica agricola comune per l’ITALIA
In tutto questo, le BANCHE non aiutano le imprese, BANCHE che rinvigorite da mille miliardi di euro di prestiti BCE a tasso super agevolato preferiscono investire nella finanza pubblica piuttosto che dare credito alle imprese.
E qui vorrei ricordare al presidente del consiglio in carica, presidente del consiglio non eletto dal popolo, ma, dall’incapacità dell’attuale classe dirigente dei partiti nazionali PDL, PD(-L), UDC e VATICANO per salvare le loro banche e la loro casta familiare.
Non bisogna essersi laureati alla Bocconi per ripetere errori già commessi in passato e per uscire dalla crisi attuale, basta cercare su internet crisi del 1929 STATI UNITI D’AMERICA cinque fattori responsabili:
- cattiva distribuzione del reddito
- cattiva struttura, o gestione delle aziende industriali e finanziarie
- cattiva struttura del sistema bancario, accesso di prestiti a carattere speculativo
- errata scienza economica (perseguimento ossessivo del pareggio di bilancio)
- assenza di intervento STATALE considerato un fattore penalizzante per l’economia
Dal 1929 a oggi gira e rigira si torna sempre li, al circolo vizioso della cura che ammazza la ripresa riducendo il potere d’acquisto dei consumatori e le possibilità stesse delle aziende ,anch’esse contribuenti , di operare nuovi investimenti per il rilancio dell’economia.
Il problema è ormai conclamato per l’ITALIA dove la pressione fiscale 2012 dovrebbe toccare la quota record del 47 % alla faccia dell’IMU cosi chiamata IMPOSTA MUNICIPALE UNICA
In base alle scelte fatte dall’amministrazione locale per rimanere dentro al patto di stabilità con il bilancio comunale, io avrei ridotto il carico di entrate dal calcolo dell’IMU riducendo le aliquote sulla prima casa, e sui beni strumentali agricoli, visto il momento economico che stiamo vivendo, considerando anche la parte compensativa in via di definizione tra il calcolo ICI alla nuova IMU, spostando eventualmente mancate entrate sull’irpef, come era stato già stato adottato con delibera del consiglio comunale del novembre 2010, introducendo però un’IRPEF progressiva in base alle fasce di reddito.
In più, ma questa è una scelta che ci dovrebbe trovare tutti d’accordo visti i tagli sia a livello nazionale che regionale sui finanziamenti per il sociale, in particolare su persone diversamente abili, l’esenzione totale del pagamento dell’IMU alla famiglie con queste problematiche.